🎧 Leggi questo post ascoltando: Amos Lee – Colors

“Mi sono preso una cotta formidabile. Fra fuochi e chitarre, in riva al mare e dentro un sacco a pelo. Perché tutti, una volta nella vita, abbiamo diritto di credere che le canzoni dell’estate siano state scritte apposta per noi”
(Massimo Gremellini)
Charlie Brown diceva “le estati volano sempre… gli inverni camminano“, e aveva ragione! Fra tutte le stagioni l’estate è quella che sembra sempre durare di meno, chissà mai perché! Forse perché ci si diverte troppo, con quelle giornate così lunghe, passate in spiaggia a nuotare e a ridere… Forse perché ci si riposa di più, si legge di meno e ci si concedono più ore senza pensieri ascoltando la musica. In estate, la musica canta se stessa diceva William Carlos Williams, e forse, tra tutti quei desideri espressi alle stelle e quei progetti mai terminati, a pensarci bene un po’ è vero… La musica canta se stessa in estate.
Forse bisognerebbe conservare un po’ d’estate anche in pieno inverno, come consigliava Henry David Thoreau, in modo da non indurirci troppo con il freddo, per portare con noi un po’ di quel sole che tanto ci ha scaldato (o scottato) su quella spiaggia. Per portare con noi un briciolo di calore e di leggerezza, sotto i cappotti. Sotto i cappelli. Dentro al cuore.
Quella leggerezza che caratterizza l’estate e la sua euforia. Quella leggerezza che ti fa dare un calcio ai problema, almeno per una notte, e ai dispiaceri almeno per un’estate. Una leggerezza racchiusa in poche, pochissime parole lasciate da un anonimo, e che subito è diventata la mia frase preferita: se non sei scalzo, sei troppo vestito.
Quindi togliti le scarpe.
Togliti i calzini.
E vai su quella spiaggia piena di leggerezza.
Dopo tutto l’estate vola subito, Charlie Brown lo sa bene 😉
The S Point

