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Siamo finalmente giunti alla fine (forse) delle varie cene di Natale “di circostanza”, e dopo aver superato la reunion con gli amici storici e ancora pieni di ansia per la giornata in famiglia del 25 rimane solo un altro tipo di evento capace di generare nel cuore di tutti noi quel mix agrodolce di paura e nausea: la cena aziendale.
Ammettiamolo, sono ben pochi gli ambienti di lavoro belli e solari, dove chi ci lavora ha sempre il sorriso, senza stress e ansia a fare da arredo lungo le pareti; molto più diffusi invece sono i posti di lavoro grigi e tristi, dove l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, ci si spacca la schiena per quattro soldi e non si è mai contenti… Figurarsi se poi uno ha voglia di uscire a cena con gli altri carcerati con cui sconta la pena ogni giorno!
Che poi alla fine non si sa mai come comportarsi, come vestirsi, di cosa parlare (anche se alla fine si parla sempre di lavoro), e quando ti ritrovi il capo seduto davanti a te che ti chiede allora come andiamo? ecco che la conversazione diventa un campo minato di scivoloni e gaffe, mentre guardi la segretaria scolarsi due bicchieri di fila…
Quasi quasi meglio la cena da mia suocera risuona nella tua testa, e l’unica via di fuga rimane parlare di paghe e contributi con il nerd della contabilità, si sa mai che impari a leggere la busta paga…
Che poi ripeto, esistono ambienti di lavoro belli e solari, dove chi ci lavora ha sempre il sorriso e lo stress e l’ansia non ci hanno mai messo piede, e lì le cene aziendali si che sono un sogno! Ma di questo magari ne riparliamo il prossimo Natale…
Meraviglioso, il venerdì!
Buone feste ❤
The S Point

