🎧 Leggi questo post ascoltando: Bleachers – Rollercoaster

…Ogni giorno è un po’ come sentirsi su una ruota panoramica, un attimo prima si è il re del mondo e quello dopo negli abissi
Fare coming out non è mai una cosa semplice.
Lo sa bene Simon Spier, protagonista di Tuo, Simon nelle sale in questi giorni.
Tipico ragazzo americano, Simon vive una vita assolutamente perfetta, con una famiglia unita e solare, e degli amici con cui bere troppo caffè e fantasticare sul college. Unico problema, un segreto con cui convive e che non sa come confessare: la sua omosessualità.
Se vi aspettate una pellicola in stile Chiamami col tuo nome o una rivisitazione di 13 piena di drammi, vi avviso che potreste rimanere un po’ delusi. Tuo, Simon nasce, scorre e si conclude come la più classica delle commedie teen americane, e la bellezza sta proprio in questo, nell’essere semplice e diretto, ma senza essere duro. Troviamo il protagonista alle prese con il più classico dei riti di passaggio, l’ultimo anno di liceo, dove deve iniziare a interrogarsi su chi vuole essere davvero: l’adolescente inquieto e nascosto, o uno spensierato ragazzo che non si vergogna di sé stesso? Nonostante sia una commedia non cade nella banalità o nei cliché, ma anzi propone dei personaggi che se pur standard (la migliore amica segretamente innamorata, il compagno ricattatore, gli insegnanti pasticcioni), vengono resi interessanti e sfaccettati. Il protagonista Nick Robinson è a mio parere perfetto, né una macchietta, né un superfigo, ma un ragazzo acqua e sapone, e ciò rende facile immedesimarsi in lui, così come gli amici (anche se Katherine Langford sembra sempre relegata nel ruolo di Hannah Baker) e la famiglia (Jennifer Garner e Josh Duhamel sempre impeccabili). Menzione speciale per Natasha Rothwell, che interpreta un’insegnante di teatro sarcastica e sopra le righe, l’amica di colore che tutti vorremmo avere!
Uno dei messaggi che passa in sottofondo per tutto il film è la presenza costante della tecnologia, e di come questa a volte ci renda schiavi e dipendenti, ma che allo stesso tempo diventa un canale per conoscere davvero le persone, abbattendo barriere e pregiudizi.
Se dovessi dare un voto finale a questa pellicola sarebbe un bel 9, una commedia davvero meritevole, che strizza un po’ l’occhio alle sue “antenate” degli anni 80-90 😉
E voi avete visto Tuo, Simon?? Se così non fosse, potrebbe essere il giorno giusto per rimediare!
Al prossimo post
The S Point

