Puoi baciare lo sposo

🎧 Leggi questo post ascoltando: Giovanni Caccamo – Eterno

Io parto sempre un po’ troppo prevenuto sulle cose, lo so. È tra i propositi di quest’anno smussare questo mio lato. E quando mi hanno proposto questo film, mentre io ero già pronto a gustarmi Red Sparrow, questo lato di me è subito venuto a galla… “Sarà la solita commedia un po’ stupidotta” mi dicevo, “Ecco, ci saranno i soliti personaggi macchietta” mi ripetevo, ma quando è partita la prima scena di Puoi baciare lo sposo mi sono subito ricreduto.

Ma prima, un passo indietro che vi spiego la trama: Antonio e Paolo (Cristiano Caccamo e Salvatore Esposito) vivono il loro amore a Berlino nell’appartamento dell’amica Benedetta; quanto Antonio chiede al suo compagno di sposarlo i due decidono di tornare in Italia per annunciare la cosa alle loro famiglie. La madre di Antonio, pur con riluttanza, dà la sua benedizione ai ragazzi ad una condizione: che il matrimonio venga celebrato lì a Civita (Lazio) e che ad unirli sia Roberto, sindaco del paese nonché padre di Antonio.

Per chi penserà già alla “solita storia gay in un paesino italiano bigotto e sperduto“, non potrebbe essere più in errore, perché nonostante la trama non suggerisca nulla di nuovo, Alessandro Genovesi riesce a mettere in scena finalmente qualcosa di nuovo, equilibrato e fresco! Nel cast, oltre ai due protagonisti perfettamente centrati nel ruolo (senza cadere nei soliti cliché), troviamo delle vere e proprie perle. A cominciare dalla sempre splendida Monica Guerritore, qui in una delle sue prove da me più apprezzate, un’inaspettata sorpresa come Diana Del Bufalo, e un Diego Abatantuono meno caciarone e più trattenuto, ma sempre da 10+. Non si può non nominare anche Antonio Catania nei panni di Francesco, frate progressista e di mente aperta, specchio di una chiesa meno rigida e più “alla moda”.

Chi avrei fatto volentieri a meno di nominare è il cameo di Enzo Miccio nei panni di se stesso come wedding planner, ma ahimè ogni famiglia (cast, in questo caso) ha la sua pecora nera…

E a proposito di wedding planner, anche la location ha la sua importanza. Civita, la città che muore, fa da sfondo a tutta questa storia, con quell’atmosfera un po’ da borgo fatato, che può sembrare a prima vista un paesotto di provincia ma che in realtà ha un cuore di persone che batte e si batte per liberarsi di quel “bagaglio secolare di ottusità” che appesantisce un po’ tutto il nostro paese.

Insomma, un film che parla forse un po’ più alla generazione dei genitori e alle loro difficoltà ad uscire dai vecchi schemi, ma che ugualmente dà alle giovani coppie (gay e non) la voglia di amare e la forza di portare avanti le proprie idee, anche quando queste non sono proprio facili da realizzare.

Quindi che cosa aspettate, tirate fuori il vostro abito da cerimonia perché siete tutti invitati alle nozze dell’anno! Dove? Beh, al cinema ovvio! 😉

Noi ci vediamo al prossimo post!
Buona settimana ❤

The S Point

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